MangustaRisk si propone di supportare i propri clienti in questa fase così importante e delicata: farsi delle domande e farsi le domande giuste. Questo è il primo passo da compiere per sviluppare un processo decisionale e gestionale più efficiente ed efficace.

Ad esempio, ci sono alcuni interrogativi essenziali a cui dare risposta prima di poter dare il via ad un investimento. Invece, abitualmente ci si interroga unicamente sugli aspetti più elementari del Rischio e del Rendimento dell’investimento - peraltro disgiuntamente ed astratti rispetto all’intero portafoglio. Ma ancora più spesso si trascura la dimensione del Rischio nella propria politica d’investimenti: perché non si risponde agli interrogativi essenziali!

A riprova di questo, nella pratica, la gestione del portafoglio dal punto di vista del Rendimento è affidata a gestori esterni o a figure specificatamente professionalizzate all’interno della struttura, a cui è demandata l’attività di gestione per il raggiungimento dei risultati attesi, stabiliti dagli organi decisionali.

Ma tutto questo non avviene, invece, per il Rischio. La cui gestione è spesso relegata ad un insieme di sommarie considerazioni di buon senso.

Per meglio comprendere come una gestione disgiunta del Rendimento e del Rischio sia incoerente e forviante si pensi, semplicemente, ad una domanda che in maniera ricorrente ci si pone al momento di scegliere un investimento:
che rendimento otterrò da questo investimento?
Ma un qualunque valore di rendimento atteso, preso a se stante, non può essere considerato né soddisfacente né insoddisfacente, se non lo si mette in relazione al Rischio da sopportare per conseguirlo. È evidente che tra due investimenti, a parità di rendimento atteso, dovrei scegliere quello meno rischioso, e che a fronte di rendimenti diversi, che ovviamente comportano rischi diversi, sceglierò uno dei due in base al mio livello di avversione/propensione al Rischio o a quello che premierà maggiormente il Rischio che dovrò sopportare.

Per cui, forse, la domanda che dovrei pormi è:
che rendimento mi posso aspettare da questo investimento e con quale Rischio?

Ma nel caso in cui si è titolari di un portafoglio anche questa domanda non è corretta, in quanto la risposta non rappresenta un’informazione utile. Infatti la rischiosità di un portafoglio, che è la grandezza che mi interessa, non dipende esclusivamente dalla rischiosità dei singoli investimenti.

Una domanda la cui risposta fornirebbe, invece, informazioni rilevanti per una gestione ottimale, è:
che rendimento mi posso aspettare da questo investimento e che impatto ha sul Rischio del mio portafoglio?

O meglio ancora,

che rendimento mi posso aspettare dal mio portafoglio dopo questo investimento e quale è il Rischio del mio portafoglio, adesso?

Infatti, a parità di rendimento atteso del portafoglio, tra due investimenti dovrei scegliere l’attività che comporti possibilmente la diminuzione o il minor incremento della rischiosità del portafoglio; o in altre parole dovrei scegliere l’investimento che realizzi il portafoglio più efficiente.

Ma, dalla nostra esperienza desumiamo che questa domanda è poco utilizzata, perché la risposta oltre a sfuggire alla propria percezione diretta, prevede un approccio quantitativo - e non soggettivo - diverso dalla pratica diffusa ancora oggi.

Questo tipo di considerazioni possono essere svolte anche al contrario ipotizzando un sistema che gestisca e misuri esclusivamente il Rischio: ebbene le conclusioni sarebbero analoghe e ci porremmo delle domande inutili e forvianti; iIn quanto i due aspetti, Rischio e Rendimento sono inscindibili, essendo due grandezze di cui l’una dà significato all’altra.

Queste domande sono ovviamente, o dovrebbero esserlo, ricorrenti nella fase di selezione degli investimenti da parte dell’investitore, ma altre domande nascono continuamente in ogni fase dell’attività. E se le domande suscitano tanto interesse ancor più interesse devono suscitare le risposte: perché le risposte creano un valore diretto e concreto per i titolari del portafoglio.

Sono le risposte infatti che ci consentono, ad esempio, di costruire un portafoglio capace di superare una difficile fase del mercato, o di scegliere il gestore adatto per battere il mercato, oppure di evitare un’operazione molto rischiosa per il proprio portafoglio a favore di un’operazione che invece sia in grado di diminuirne il rischio.

Ebbene, l’essere stati in grado di realizzare queste operazioni deriva esclusivamente dall’aver risposto ad un insieme di domande giuste, e dall’aver utilizzato un completo sistema di misurazione e di analisi quantitative, con metodiche rigorose, le quali analizzano nell’insieme il portafoglio e le sue dinamiche, per ridurre fin dove è possibile gli spazi d’incertezza ed ambiguità.

Tutte queste attività sono necessarie per realizzare portafogli efficienti che meglio di altri sappiano remunerare i rischi, consentendo quindi di dover sopportare solo e soltanto i rischi effettivamente necessari ed ineliminabili.






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