Risk Management
L’investitore stabilito il suo obiettivo, qualunque esso sia, ha implicitamente o esplicitamente stabilito un livello di rischio accettabile. E’ quindi fondamentale ed irrinunciabile per l’investitore gestire il rischio del portafoglio.
Il Risk Management è l’insieme delle operazioni di misurazione e di gestione del rischio del portafoglio. Le attività di risk management devono essere presenti in ogni fase dell’attività di investimento e devono supportare ogni decisione dell’investitore.

Per misurazione del rischio si intende l’individuazione e la quantificazione obiettiva di tutti i rischi a cui è esposto un portafoglio, in base alle condizioni di mercato esistenti.
Per gestione del rischio si intende la configurazione e la gestione del portafoglio al fine di contenere l’esposizione al rischio entro i limiti stabiliti.
Il rischio varia al variare delle condizioni di mercato, è quindi necessario che le attività di risk management siano sempre operative.


Esigenze ed obbiettivi istituzionali
La prima attività del processo di investimento è l’individuazione, la valutazione e l’analisi temporale, delle attività e delle passività del patrimonio (Asset Liability Management). Ovvero stabilire le esigenze che l’investitore deve soddisfare, quali: gli impegni da adempiere, l’ammontare dei capitali da investire, la tempistica dei flussi di cassa.

Successivamente e conseguentemente si definiscono e si quantificano gli obiettivi di rischio e rendimento, e l’orizzonte temporale dell’investitore. Gli obiettivi fissati devono essere congrui alla soddisfazione delle esigenze espresse.

Infine è necessario esplicitare eventuali vincoli all’attività di investimento. Individuare cioè le attività o le scelte incompatibili con la propria politica di investimento. Ad es. quota azionaria max 20%, rating obbligazioni minimo BBB.


Asset Allocation Strategica e Tattica
L’Asset Allocation costituisce lo schema di riferimento con il quale il titolare del patrimonio governa l’insieme delle attività di decisione e gestione del patrimonio. L’asset allocation definisce il portafoglio “obiettivo” da realizzare, il portafoglio che consente di raggiungere gli obiettivi stabiliti.
Per asset allocation si intende il procedimento di decisione ed implementazione di una suddivisione di risorse finanziarie tra un insieme di classi d’investimento (azioni, obbligazioni, titoli di stato ecc.); suddivisione che consente di ottenere un portafoglio con il profilo di rischio/rendimento atteso stabilito e che soddisfa i vincoli imposti dall’organo responsabile.
Il processo di asset allocation individua il portafoglio più efficiente (ottimizzazione), cioè il portafoglio che remunera meglio il rischio accettato.


Individuazione delle caratteristiche dei nuovi investimenti.
Definizione dei mandati e dei benchmark.
L’Asset Allocation definisce il portafoglio da realizzare, e specifica dettagliatamente la tipologia e le caratteristiche delle attività finanziarie in cui investire per realizzarlo (es. Obbligazioni area Euro, titoli di stato italiani, azioni US); considerando continuativamente l’andamento dei mercati e le esigenze dell’investitore.

In queste condizioni l’investitore prende le decisioni di investimento in modo consapevole, sistematico e coerente agli obiettivi stabiliti. Potendo inoltre scegliere i nuovi investimenti in attuazione dell’asset allocation in base a criteri strategici, di opportunità, di convenienza.

Infine l’investitore è in grado di definire mandati chiari e coerenti agli obiettivi istituzionali, con l’indicazione dei benchmark appropriati, dei parametri di rischio e dei vincoli e delle regole all’attività del gestore.


Valutazione e Selezione dei Gestori/Prodotti finanziari
L’investitore scelte le caratteristiche principali dell’investimento, in base a criteri strategici ed all’asset allocation, procede alla selezione dell’attività finanziaria tra quelle aventi dette caratteristiche disponibili sul mercato.

In una prima fase si individuano i prodotti finanziari con le caratteristiche ricercate (es. gestioni obbligazionarie area Euro, obbligazioni AA 5 anni) disponibili sul mercato. Si può bandire una gara, invitare delle società finanziarie, considerare delle offerte.

Nella seconda fase, si valutano i gestori/prodotti in base ad un’analisi quantitativa e qualitativa: delle condizioni applicate, delle caratteristiche finanziarie e dei proponenti.

Infine l’investitore selezione l’attività finanziaria che considera migliore, anche in base a criteri strategici o di opportunità.


Controllo amministrativo
Il controllo amministrativo è l’attività di monitoraggio e verifica del rispetto delle norme amministrative, contabili e contrattuali da parte dei gestori affidati o degli emittenti dei titoli in portafoglio.

Questi controlli possono essere svolti a vari livelli e con diverse modalità:
  • dalla banca depositaria (custodian), che verifica che ogni azione di acquisto o di vendita soddisfi i vincoli stabiliti, e la congruità del prezzo pagato;
  • da Auditor;
  • dai Revisori contabili;
  • dal Collegio sindacale.
Il controllo amministrativo NON riguarda i risultati o l’andamento delle gestioni o del singolo investimento ma ESCLUSIVAMENTE il rispetto delle norme contrattualizzate.


Misurazione e Valutazione delle performance
L’investitore necessita di una conoscenza diretta, trasparente e completa dei risultati conseguiti da ciascun investimento; e nel caso delle gestioni, anche di un’analisi dell’operato dei gestori al fine di valutarne le strategie e le capacità.
E’ particolarmente importante per il titolare del patrimonio misurare e valutare le gestioni e gli investimenti, anche nell’ottica di intraprendere azioni correttive tempestivamente.
Il principio base della valutazione è la misurazione e la visione di insieme di tutti gli elementi caratteristici delle performance; tra cui redditività, rischiosità, efficienza e l’andamento temporale di questi parametri. Ponendoli inoltre in relazione ai valori espressi dal mercato. La valutazione delle gestioni deve comprendere analisi di perfomance attribution o style analysis, per evidenziare i comportamenti dei gestori che hanno determinato i risultati.


Reporting
Il reporting è un insieme di informazioni rilevanti, verificate, accurate e facilmente comprensibili fornite agli organi responsabili affinché questi possano: verificare il rispetto dei principi stabiliti, vigilare sulle attività affidate, controllare l’adempimento degli impegni e delle responsabilità delegate.

Il reporting è l’attività di controllo e monitoraggio della gestione dei capitali per quel che concerne la rispondenza ai mandati affidati, la fedeltà ai benchmark (tracking error), la verifica dei risultati ottenuti, la correttezza dei dati e delle informazioni ricevute e fornite.

L’attività di reporting può essere considerata un controllo tecnico delle gestioni e di tutta l’attività di investimento.













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La prima attività del processo di investimento è l’individuazione, la valutazione e l’analisi temporale, delle attività e delle passività del patrimonio (Asset Liability Management). Ovvero stabilire le esigenze che l’investitore deve soddisfare, quali: gli impegni da adempiere, l’ammontare dei capitali da investire, la tempistica dei flussi di cassa.

Successivamente e conseguentemente si definiscono e si quantificano gli obiettivi di rischio e rendimento, e l’orizzonte temporale dell’investitore. Gli obiettivi fissati devono essere congrui alla soddisfazione delle esigenze espresse. 

Infine è necessario esplicitare eventuali vincoli all’attività di investimento. Individuare cioè le attività o le scelte incompatibili con la propria politica di investimento. Ad es. quota azionaria max 20%, rating obbligazioni minimo BBB.
La prima attività del processo di investimento è l’individuazione, la valutazione e l’analisi temporale, delle attività e delle passività del patrimonio (Asset Liability Management). Ovvero stabilire le esigenze che l’investitore deve soddisfare, quali: gli impegni da adempiere, l’ammontare dei capitali da investire, la tempistica dei flussi di cassa.

Successivamente e conseguentemente si definiscono e si quantificano gli obiettivi di rischio e rendimento, e l’orizzonte temporale dell’investitore. Gli obiettivi fissati devono essere congrui alla soddisfazione delle esigenze espresse. 

Infine è necessario esplicitare eventuali vincoli all’attività di investimento. Individuare cioè le attività o le scelte incompatibili con la propria politica di investimento. Ad es. quota azionaria max 20%, rating obbligazioni minimo BBB.
Analisi del portafoglio L’Asset Allocation costituisce lo schema di riferimento con il quale il titolare del patrimonio governa l’insieme delle attività di decisione e gestione del patrimonio. L’asset allocation definisce il portafoglio “obiettivo” da realizzare, il portafoglio che consente di raggiungere gli obiettivi stabiliti.
Per asset allocation si intende il procedimento di decisione ed implementazione di una suddivisione di risorse finanziarie tra un insieme di classi d’investimento (azioni, obbligazioni, titoli di stato ecc.); suddivisione che consente di ottenere un portafoglio con il profilo di rischio/rendimento atteso stabilito e che soddisfa i vincoli imposti dall’organo responsabile. 
Il processo di asset allocation individua il portafoglio più efficiente (ottimizzazione), cioè il portafoglio che remunera meglio il rischio accettato. 
L’Asset Allocation definisce il portafoglio da realizzare, e specifica dettagliatamente la tipologia e le caratteristiche delle attività finanziarie in cui investire per realizzarlo (es. Obbligazioni area Euro, titoli di stato italiani, azioni US); considerando continuativamente l’andamento dei mercati e le esigenze dell’investitore. 

In queste condizioni l’investitore prende le decisioni di investimento in modo consapevole, sistematico e coerente agli obiettivi stabiliti. Potendo inoltre scegliere i nuovi investimenti in attuazione dell’asset allocation in base a criteri strategici, di opportunità, di convenienza.

Infine l’investitore è in grado di definire mandati chiari e coerenti agli obiettivi istituzionali, con l’indicazione dei benchmark appropriati, dei parametri di rischio e dei vincoli e delle regole all’attività del gestore.
L’investitore scelte le caratteristiche principali dell’investimento, in base a criteri strategici ed all’asset allocation, procede alla selezione dell’attività finanziaria tra quelle aventi dette caratteristiche disponibili sul mercato.

In una prima fase si individuano i prodotti finanziari con le caratteristiche ricercate (es. gestioni obbligazionarie area Euro, obbligazioni AA 5 anni) disponibili sul mercato. Si può bandire una gara, invitare delle società finanziarie, considerare delle offerte.

Nella seconda fase, si valutano i gestori/prodotti in base ad un’analisi quantitativa e qualitativa: delle condizioni applicate, delle caratteristiche finanziarie e dei proponenti.

Infine l’investitore selezione l’attività finanziaria che considera migliore, anche in base a criteri strategici o di opportunità.
Il controllo amministrativo è l’attività di monitoraggio e verifica del rispetto delle norme amministrative, contabili e contrattuali da parte dei gestori affidati o degli emittenti dei titoli in portafoglio. 

Questi controlli possono essere svolti a vari livelli e con diverse modalità:
 dalla banca depositaria (custodian), che verifica che ogni azione di acquisto o di vendita soddisfi i vincoli stabiliti, e la congruità del prezzo pagato;
 da Auditor;
 dai Revisori contabili;
 dal Collegio sindacale.

Il controllo amministrativo NON riguarda i risultati o l’andamento delle gestioni o del singolo investimento ma ESCLUSIVAMENTE  il rispetto delle norme contrattualizzate. L’investitore necessita di una conoscenza diretta, trasparente e completa dei risultati conseguiti da ciascun investimento; e nel caso delle gestioni, anche di un’analisi dell’operato dei gestori al fine di valutarne le strategie e le capacità.
E’ particolarmente importante per il titolare del patrimonio misurare e valutare le gestioni e gli investimenti, anche nell’ottica di intraprendere azioni correttive tempestivamente.
Il principio base della valutazione è la misurazione e la visione di insieme di tutti gli elementi caratteristici delle performance; tra cui redditività, rischiosità, efficienza e l’andamento temporale di questi parametri. Ponendoli inoltre in relazione ai valori espressi dal mercato. 
La valutazione delle gestioni deve comprendere analisi di perfomance attribution o style analysis, per evidenziare i comportamenti dei gestori che hanno determinato i risultati. Il reporting è un insieme di informazioni rilevanti, verificate, accurate e facilmente comprensibili fornite agli organi responsabili affinché questi possano: verificare il rispetto dei principi stabiliti, vigilare sulle attività affidate,  controllare l’adempimento degli impegni e delle responsabilità  delegate. 

Il reporting è l’attività di controllo e monitoraggio della gestione dei capitali per quel che concerne la rispondenza ai mandati affidati, la fedeltà ai benchmark (tracking error), la verifica dei risultati ottenuti, la correttezza dei dati e delle informazioni ricevute e fornite. 

L’attività di reporting può essere considerata un controllo tecnico delle gestioni e di tutta l’attività di investimento. L’investitore stabilito il suo obiettivo, qualunque esso sia, ha implicitamente o esplicitamente stabilito un livello di rischio accettabile. E’ quindi fondamentale ed irrinunciabile per l’investitore gestire il rischio del portafoglio.
Il Risk Management è l’insieme delle operazioni di misurazione e di gestione del rischio del portafoglio. Le attività di risk management devono essere presenti in ogni fase dell’attività di investimento e devono supportare ogni decisione dell’investitore.

Per misurazione del rischio si intende l’individuazione e la quantificazione obiettiva di tutti i rischi a cui è esposto un portafoglio, in base alle condizioni di mercato esistenti.
Per gestione del rischio si intende la configurazione e la gestione del portafoglio al fine di contenere l’esposizione al rischio entro i limiti stabiliti.
Il rischio varia al variare delle condizioni di mercato, è quindi necessario che le attività di risk management siano sempre operative.