Negli ultimi anni, l’evoluzione dell’economia e dei mercati finanziari ha portato un flusso crescente di capitali verso la borsa e verso un insieme di operazioni finanziarie sempre più diversificate ed evolute, al fine di conseguire livelli di redditività soddisfacenti; allontanando, così, i titolari dei patrimoni dalle strategie tradizionali d’investimento, concentrate principalmente sui titoli di debito governativi e considerati in una certa fase non sufficientemente remunerativi.

L’affacciarsi su queste nuove realtà ha comportato, per i titolari dei patrimoni, l’affrontare nuove e complesse problematiche quali:
  1. una forte crescita del livello di rischiosità dei portafogli;
  2. un’accresciuta complessità delle materie trattate.





La crescita del livello di Rischio è dovuta principalmente a fattori come:
  • l’intrinseca maggior rischiosità dei titoli azionari o delle quote di fondi azionari, rispetto ai più sicuri titoli sul debito;
  • il ricorso a strumenti finanziari sempre più moderni e sofisticati la cui rischiosità è di più difficile e complessa valutazione;
  • l’esposizione ad un numero crescente di tipologie di Rischio e non solo al Rischio di credito, peraltro virtualmente assente nei titoli governativi precedentemente trattati, ma anche: Rischio di cambio, Rischio di solvibilità, di liquidità, operazionale, legale, ecc.,
  • la volatilità ed instabilità dei mercati, accentuata da enormi movimenti speculativi e dai conseguenti, ancorché difficilmente prevedibili, crolli.

Una accresciuta complessità dovuta a:
  • portafogli sempre più articolati composti da un crescente numero di titoli differenziati per classe, tipo, paese, settore;
  • la necessità di affidare a gestori esterni quote consistenti del patrimonio, con difficoltà relative alla comprensione dell’operato;
  • la presenza di un numero crescente di operatori e di offerte con elementi di specializzazione molto accentuati, per la cui selezione è necessario un lavoro specifico e la cui valutazione non può poggiare su dati storici robusti;
  • la presenza in portafoglio di titoli intrinsecamente complessi, frutto dell’ingegneria finanziaria di ultima generazione;
  • la necessità di continue movimentazioni e selezione di nuove soluzioni;
  • un’accresciuta difficoltà nel raggiungimento di risultati soddisfacenti amplificata dalla difficoltà del poter recuperare nel tempo eventuali performance negative o semplicemente mediocri.

    [Quest’ultima possibilità è caratteristica nei fondi con orizzonte temporale illimitato in quanto gli effetti della capitalizzazione proiettati per periodi molto lunghi possono migliorare risultati anche tenui ma costanti; analogamente possono, però, deprimere i risultati nel caso di battute a vuoto.]


È, quindi, in questo contesto che gli organi responsabili si trovano a decidere ed agire.

È per cui necessario: attivare nuovi modelli decisionali e gestionali in risposta alle mutate condizioni del mercato, e disporre di un insieme di informazioni che consentano un processo decisionale strategico e tattico consapevole ed articolato.

È in questa ottica che si inquadrano le attività di supporto ed integrazione svolte da MangustaRisk, tra cui:











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